Un viaggio che ti può cambiare la vita

Un viaggio che ti può cambiare la vita

 

Oggi ho ricevuto un messaggio da un mio amico facebook, che mi chiedeva i nostri programmi per Capodanno. Dico nostri nel senso di "Camelus", quindi non solo legati alla Tunisia. Rispondo che questo capodanno lo passeremo in Tunisia. La sua risosta (che ovviamente rendo pubblica omettendo sia cognome che nome) è: "Ok, allora per sta volta niente, la moglie è irremovibile, niente zone mussulmane con il bimbo (5 anni)".

 

Questa risposta potrebbe ricevere dei facili commenti da entrambe le "estremità" dei giudizi, ed essendo da tanti anni in questo "topic" le posso capire entrambe (capire non vuol dire che sia d'accordo). Non so se vale la pena nemmeno di citare queste due possibili rispose estreme. Per chiarezza le cito: potremmo andare da un "ha ragione... alla fin fine tutti i musulmani sono potenziali terroristi.. " (e potremmo per alcuni togliere anche la parola potenziali), mentre dall'altra estremità avremmo dei commenti del tipo "ecco... la solita razzista... ". Invece questo messaggio che ho ricevuto, merita una analisi più approfondita, perchè mi ha fatto riflettere non poco. E per questo ringrazio il mio amico che me lo ha scritto... e ala fin fine ringrazio sua moglie.

 

Sono un papà, e ho un figlio che tantissime volte ha viaggiato con me e mia moglie in Tunisia, quando aveva 5 anni e anche quando ne aveva vari di meno. Oramai per noi è diventata una cosa "naturale" e spontanea - viaggiare lì - e non ci passa più nemmeno per la testa che qualcuno, estrano a questo ambiente, possa avere queste "idee". Per questo ringrazio di aver ricevuto questo messaggio, perchè mi ha aiutato a ri/vedere nella testa delle persone "normali", insomma del viaggiatore "medio" per il quale un viaggio in Tunisia rappresenta ancora una avventura esotica e forse rischiosa, e comunque molto lontana dalla sua quotidianità. (nella foto a fianco, la figlia di Mohamed, il nostro amico e collaboratore a Ksar Ghilane... la foto l'ho scattata un bel po' di anni fa...).

 

Questi "sentimenti" che prova la moglie del mio amico, sono per noi oramai così lontani che con diffcoltà riesco a immaginarli, però se mi sforzo ricordo qualcosa di simile, mentre stavo per compiere il primo viaggio tra i musulmani. Una "paura" del diverso e dell'ignoto, che io e mia moglie affrontammo da soli non appoggiandoci ad alcun operatore. Una "paura" che poi è svanita, e che ora ci riesce così difficile ricordare. Un po' come a un nuotatore risulta difficile probabilmente ricordare la paura dell'acqua che aveva....prima di conoscerla, da bimbo. Normale.

 

E' normale (proprio dal punto di vista antropologico) avere paura del "diverso"... è una delle più antiche reazioni, serve a sopravvivere. E' una cosa atavica, del "diverso" è necessario avere paura perchè non lo si conosce e dunque non si sa come potrebbbe farci. Normale e giusto. E non vi farò io cambiare idea. Anche io ho paura del diverso, come tutti voi e forse più di voi. C'è però un MA.

 

E qual'è questo "MA"? un piccolo grande segreto, ma un segreto che può cambiare la vita di quel bimbo di 5 anni, della sua mamma, di suo padre, il destino mio e tuo, di tanti musulmani, di tanti "neri", di tanti gialli... di tanti bianchi, e chi più ne ha più ne metta. Induisti, rastafariani, buddisti... atei, agonostici, animisti....

 

Ecco... è cosa buona e giusta avere paura del diverso. MA..... MA.... il problema (o la soluzione!) E' CHE

 

NON SIAMO DIVERSI !

 

Questa è una "rivelazione" tanto semplice da essere quasi sconvolgente. Noi siamo diversi... siamo uguali, quindi non c'è da avere paura. Siamo esseri umani, siamo fratelli.... abbiamo lo stesso sangue e le stesse speranze, le stesse paure e gli stessi sogni. Siamo TERRIBILMENTE uguali.... che se solo ce ne rendessimo conto, il 99% dei problemi del mondo scomparirebbe, perchè chi avrebbe coraggio di fare del male al proprio fratello?

 

E questo vale anche per "loro" non per solo per "noi". Anche "loro" hanno paura di noi, paura che viene instillata nel cuore e nella mente dei piccoli palestinesi o dei piccoli siriani, o dei piccoli cinesi o svedesi. Noi siamo l'altro, il così diverso che fa così paura che certe volte merita farsi saltare in aria per eliminare un paio di "diversi", tanto cattivi sembriamo. Noi siamo più furbi e non ci facciamo saltare in aria, mandiamo dei droni. Adolf usava il gas perchè gli ebrei erano troppo divesi, Stalin mandava in siberia chi era diverso dal vero comunista, e potremmo continuare all'infinito, arrivando a Caino e Abele... che evidentemente pensavano di essere.... molto diversi. E probabilmente continuerà così per sempre... quando arriveranno gli extraterrestri ci vorranno eliminare perchè ci vedranno diversi, e noi vorremo eliminare loro per lo stesso motivo.

 

Per questo viaggiare è di BASILARE importanza. Per scoprire che l'ALTRO non è diverso da noi, è uguale a noi... siamo noi allo specchio. Tutte le nostre differenze di modo di vestire, di lavorare, di pregare, di desiderare... sono tutte bazzecole. Noi siamo uguali. Certo... il ragazzino milanese di 12 anni di buona famigia e il suo "corrispondente" povero tunisino della stessa età, che vive in un villaggio ai margini del deserto hanno metri e misure diverse, diverse regole sociali, diverse aspettative e diverse società. Ma questo NON deve confonderci... dietro queste cose, di certo importanti, restiamo identici nel corpo e nell'anima. Abbiamo paura di restare senza lavoro, di restare da soli, di ammalarci, abbiamo paura di non poter proteggere i nostri cari, abbiamo speranze che i nostri figli abbiano una vita serena, che abbiano la salute, che trovino un lavoro e siano onesti e rispettati, come cerchiamo di essere noi, e che trovino un bravo marito/moglie. Speriamo nella pace e speriamo di avere una vecchiaia serena e se Dio vuole (loro dicono Inch'Allah.... che è la stessa cosa) di passare a miglior vita in modo tranquillo, magari nel sonno.

 

Poi certo... c'è il "mussulman"o che non vede l'ora di farsi saltare in aria in una Chiesa o un mercato, ma c'è anche il prete pedofilo, il giovane americano che fa strage col fucile d'assalto in un asilo, l'infermiera serial killer e chi più ne ha più ne metta. Ma questo non ha nulla a che vedere col "mussulmano". Un "mussulmano" che fa il kamikaze è tanto mussulmano quanto era cristiano chi sterminava Maya e Aztechi, o quanto era "cristiano" chi torturava a morte le "streghe" durante l'inquisizione.

 

Il popolo tunisino è meraviglioso, come lo è ogni popolo. Certo i suoi individui non sono "perfetti":.. come nessuno lo è. Ma dopo il primo viaggio in Tunsia siamo tornati DIVERSI da come eravamo partiti... pare un gioco di parole. Siamo tornati diversi in quanto abbiamo scoperto che eravamo UGUALI. Questa scoperta ha il valore che ha per noi "vecchi", oramai diffilmente cambieremo il mondo. MA PER UN BAMBINO RENDERSI CONTO DI QUESTO HA UN VALORE INDESCRIVIBILE PER IL MONDO FUTURO, in quanto è impossibile fare del male al tuo prossimo se lo conosci. Perchè diventa tuo amico. Non è più un nemico, uno STRANIERO, ti rendi conto che fa parte DELLA TUA STESSA TRIBU'.

 

E questo vale anche per "loro": non solo noi andiamo a scoprire che loro sono "uguali" a noi (così i nostri bimbi non gli mandranno i droni esplosivi) ma anche "loro" vedranno che sono uguali a noi... e non verranno più a farsi saltare in aria dalla disperazione (perchè se fai una cosa così sei di certo disperato e hai perso le speranze di poter cambiare il mondo in altro modo).

 

Mio figlio ora è un adolescente o meglio sta entrando nella adolescenza... è un periodo non facile e gli anni prossimi saranno di certo meno facili. Non so se e cosa sono riuscito a "passargli" come "educazione"... di certo non sono un padre esemplare. Ma una delle poche lezioni che spero di essere riuscito a far passare, è che l'Altro è un suo fratello, non un nemico da combattere. Quando viaggio mi rendo conto di come un grande e sincero sorriso, una stretta di mano o bacio sulla guancia e/o abbraccio (dipende dalle convenzioni sociali e le usanze) siano delle "armi" di pacificazione e amore di massa che hanno una potenza incredibile. Piccole cose che cambiano il mondo. Con un sorriso. Metto solo una foto di mio figlioNelle foto sotto, una foto che vale mille parole...

 

 

 

 

 

franz

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